Relazione all'Assemblea Nazionale 21/22 marzo 2009

RELAZIONE ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE OFS
Assisi  21-22 Marzo 2009


Fratelli e sorelle carissimi, il Signore ci doni la Sua Pace!
Ci ritroviamo di nuovo, nella gioia che ci suscita ogni volta la “festa” dell’incontro e della comunione, per l’appuntamento annuale più importante della nostra famiglia. Quest’anno ancor più che in precedenza, questa occasione riveste un valore straordinario, perché:

    È vissuta nell’anno centenario dell’approvazione della prima Regola di Francesco, memoria questa fondamentale per la nostra esperienza vocazionale, faro essenziale e limpido su cui cercheremo di tracciare il nostro cammino;

    Dopo circa dieci anni di fatiche ed interpretazioni, è stata posta fina da tutte le Autorità competenti, alla questione sull’unità dell’OFS in Italia. La situazione attuale ci invita però ora ad un atteggiamento veramente fraterno e fedele alla volontà della Chiesa;

    Ci troviamo a distanza di circa un anno dalla celebrazione del terzo Capitolo elettivo nazionale, è il momento della verifica delle attività svolte e della presentazione delle numerose occasioni che ci vedranno impegnati nei prossimi 12 mesi.



NELL’ANNO CENTENARIO DELL’APPROVAZIONE DELLA PRIMA REGOLA DI FRANCESCO

“E dopo che il Signore mi donò dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. Ed io con poche parole e semplicemente la feci scrivere,e il signor Papa me la confermò.”  FF116

“Gli uomini raccolti attorno a Francesco si domandavano cosa fare, senza che nessuno fosse in grado di indicarlo, ed ecco che Dio stesso li chiama con la sua Parola a Vivere il santo Vangelo di Cristo. Convinti che quella era la loro vocazione, vollero sottomettere la loro decisione al discernimento e all'approvazione della Chiesa rappresentata dal papa di Roma.” (dalla Lettera della Conferenza della Famiglia Francescana in preparazione all'VIII Centenario di approvazione della Regola)

Cito volentieri alcuni passaggi “illuminanti” dalla Lettera della Conferenza della Famiglia Francescana in preparazione all'VIII Centenario di approvazione della Regola:

“Siamo inviati tutti ed immediatamente all'azione di grazia per il dono che Dio ha fatto, a noi ed alla sua Chiesa, chiamando i cristiani, per I'intercessione di Francesco e dei suoi compagni, ad accogliere la totalità del Vangelo di Gesù Cristo per un nuovo vivere.

A questa gioiosa azione di grazia occorre tuttavia unire I'umile riconoscenza della distanza tra la Proposta evangelica e il modo con la quale è stata vissuta nel corso della nostra lunga e tumultuosa storia. Malgrado lo sforzo permanente di riprese e di “riforme”, il nostro movimento non è ancora all'altezza delle esigenze del Vangelo. Se non abbiamo né da accusare né da condannare i nostri padri, dobbiamo riconoscere davanti alla Chiesa e al mondo che la nostra storia e la nostra eredità porta con sé delle ombre,e questo per il passato e per il presente.”


“Questo doppio movimento - azione di grazie per richiamare a vivere il Vangelo e la purificazione della memoria come riconoscenza delle ombre della nostra famiglia - deve portarci ad affrontare la sfida della rifondazione. L'esperienza di otto secoli ci insegna che, come Francesco, abbiamo sempre da riprendere di nuovo il nostro itinerario di penitenza evangelica che è conversione, da mettere in atto con gesti concreti per incarnare con la vita, personale e comunitaria di ogni giorno, qualche cosa della novità e della giovinezza del Vangelo. Dal primo secolo della nostra storia non abbiamo cessato di “rinascere “(cf Gv 3,3), come è testimoniato ancora oggi dai nostri differenti rami e dalle centinaia dei nostri Istituti. Ed è per questo che dobbiamo raggiungere le radici, le “fondamenta” vale a dire, scoprire con meraviglia la “forza di Dio”, il Vangelo (Rm 1,16), la buona novella dell'Amore di Dio per noi e della comunione con Lui che a noi si offre. Solo su tale fondamento si può costruire un edificio solido, una vera comunità in missione nella Chiesa e nel mondo. Questo momento di grazia - kairos - che viviamo nel presente, ci mette alla prova Rivelandoci le nostre debolezze, ma invitandoci soprattutto a contare sulla potenza di Dio.”

Credo che ce ne sia abbastanza per costruire un’assemblea nazionale davvero utile e fruttuosa.

Non vi sembri controcorrente il mio e nostro desidero di guardare così indietro mentre contemporaneamente sembriamo spingerci tanto nella direzione opposta con progetti ed iniziative apparentemente “futuristiche”.
In realtà troviamo una stretta connessione tra questo spingerci avanti e le origini del nostro carisma. Qualora mai volessimo offrirci alla Chiesa ed al mondo senza tenere i piedi lì dove li posò tanto fermamente Francesco, avremmo ben poco da dire, poco e infruttuoso!
La nostra famiglia vive un tempo di mutamenti straordinari, stiamo acquisendo sempre maggior consapevolezza delle responsabilità che ci siamo assunti con la nostra Professione e che le nostre Fraternità francescane secolari provano “sul campo” quotidianamente; ci sentiamo sollecitati e spronati ad assumere iniziative forti e coraggiose, ad indicare la via del “nuovo vivere”.
Mi domando e vi invito a domandarci sempre: siamo davvero capaci di dare testimonianza della grazia concessaci dal Signore? Quanto siamo capaci di rendere visibile la pienezza della proposta evangelica tanto desiderata da Francesco e dai suoi frati? Quanto siamo ancora capaci di scoprire con meraviglia la “forza di Dio” – il Vangelo - e su di essa costruire... Quante volte invece tendiamo a ritenerci depositari di verità, tanto da apparire superiori od in nessun modo legati alla Verità stessa...?

Non vi invito a deporre le “armi” dell’entusiasmo e del sogno, quanto piuttosto a meditare in voi ed a collaborare affinché ogni nostro agire mostri con forza tutto il nostro essere, il “primo” essere...chiediamo e troviamo la libertà e la purezza per saper leggere con sensibile attenzione le nostre origini, e ad accogliere con umile disponibilità ognuno degli eventi che si presentano al nostro cammino.

La memoria che celebriamo quest’anno e tra pochi giorni con manifestazioni solenni insieme a tutta la famiglia francescana, seppur sin qui – erroneamente - letta quasi ed esclusivamente appannaggio del Primo Ordine, probabilmente non capita a caso e certamente non può essere accolta con superficialità. Approfittiamone soprattutto personalmente e tanto invitiamo a fare a tutti i nostri fratelli, ed insieme a loro comunitariamente, per “rinascere”...mettiamo dinanzi a noi tutte le nostre povertà e poniamoci dinanzi alla potenza di Dio, ricerchiamo la radicalità della vita evangelica proposta alla Chiesa da Francesco e dai suoi frati come stile di vita; ci ritroveremo davvero fortificati e rigenerati, ci ritroveremo in prima linea, dove oggi può e deve trovarsi l’Ordine Francescano Secolare, tra la gente, nel mondo, testimoni di Speranza...è qui che ri-scopriamo la meraviglia del dono ricevuto, la riconoscenza, ed è da qui che nasce il vero e sano entusiasmo del discepolo...lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo...!!!



È STATA POSTA FINE DA TUTTE LE AUTORITÀ COMPETENTI, ALLA QUESTIONE SULL’UNITÀ DELL’OFS IN ITALIA

Francesco va dal Signor Papa.

La sua esperienza nasce nella e dalla Chiesa e attraverso questa e per questa si diffonde ancora oggi. Francesco propone un nuovo stile di vita e dal signor Papa attende l’approvazione.
Al tempo stesso: riconoscimento dell’Autorità e profonda umiltà, profonda fede...
E se il signor Papa avesse rifiutato di confermare la prima Regola? Francesco corre il rischio, in piena obbedienza,  avrebbe comunque serenamente  accettato, altrimenti non sarebbe andato...

Siamo nella Chiesa, e ci siamo con un compito ben preciso! Francesco sorregge con la spalla l’edificio, ma i suoi piedi sono ben saldi all’interno della Chiesa...la magnifica immagine di Giotto è sempre letta nell’ottica dell’inscindibilità del rapporto tra Francesco e la Chiesa e nella chiara manifestazione della missione affidatagli; oggi, per il tempo che stiamo vivendo, mi piace trovare in quell’immagine un’ulteriore lettura: Francesco sostiene l’edificio e ne garantisce la stabilità a quanti ancora fanno fatica ad entrare...

Stiamo vivendo un momento particolarissimo, certamente atteso da tempo ma indubbiamente di difficile gestione. In alcune regioni più di altre, per motivi diversi, è necessario un serio investimento di energie per trovare le forme ed i modi più utili ed agevoli per il pieno inserimento dei fratelli e sorelle che si inseriscono ora nei percorsi già avviati e talvolta in fase di rinnovamento perché a ridosso dei Capitoli elettivi.

Potremo abbozzare, e lo faremo, alcune indicazioni che certamente andranno poi studiate di caso in caso, ma una, innanzitutto, vale come regola generale: liberiamo le menti ed i cuori da troppe e complesse valutazioni e strategie. E’ Francesco a confermare e garantire l’ingresso nell’unica Casa che la Chiesa stessa ci ha indicato...ancora vi esorto a rileggere nella radicalità della vera esperienza francescana questa e le altre vicende più o meno faticose...abbiate fiducia! Nessuna inerzia, nessun fatalismo, ma piena fiducia, vissuta nella concretezza delle azioni e delle relazioni fraterne! Abbiate però davanti ai vostri occhi ed al vostro cuore quell’immagine di Francesco...

Gli ultimi eventi, dalla prima risposta della Congregazione, attraverso le indicazioni del “signor Papa” fino all’ultima lettera della nostra Ministra generale, hanno generato una serie di vorticosi movimenti in tutte le regioni. Due aspetti oggi mi sembrano del tutto assodati:

-    Siamo stati ulteriormente, autorevolmente e definitivamente confermati nella validità del cammino unitario;

-    Nessuna ulteriore diversa lettura od interpretazione sarà più attesa o tollerata: o dentro o fuori!

Va detto per dovere di verità che nonostante tutto, nelle forme più varie e sorprendenti, alcuni ancora si ostinano a non accettare e, ancora peggio, a cercare di riorganizzare, ostacolare e dividere. Dobbiamo essere vigilanti in tal senso, affinché non venga minata la serenità e negata la verità alle Fraternità ed ai fratelli e le sorelle meno consapevoli del cammino intrapreso o da intraprendere. Curare con materna cura e proteggere come attente sentinelle la “libertà” di quanti siamo chiamati a servire. Curare e proteggere non ci vede però solo impegnati ad un'azione “difensiva”. Gli intenditori del calcio amerebbero dire che “la miglior difesa è l’attacco” e credo che tale affermazione bene si adatti al nostro caso.

Spetta ad ognuno di noi responsabili e soprattutto a voi che servite la Chiesa nelle regioni, lavorare ora più che mai affinché ogni Fraternità ed ogni singolo membro venga fraternamente accolto ed edotto sulla situazione attuale, rassicurato, incoraggiato. La raccolta delle “firme di adesione all’unità”, va accompagnata dalla testimonianza di una comunione che va manifestata concretamente con i fatti, e rafforzata con la manifestazione chiara della verità e volontà della Chiesa. Diversamente, la prima rischierebbe di rimanere solo teorica e non vissuta.

Entro fine maggio i membri delle Fraternità assistite dai frati minori che ancora non avevano aderito all’unità, dovranno formulare per iscritto la loro adesione all’unico Ofs. Vi esortiamo a non attendere come sterili burocrati tale scadenza. Piuttosto, studiate le strategie migliori per offrire accoglienza e dialogo di comunione, nessun privilegio rispetto a tutte le altre Fraternità che già da tempo hanno aderito all’unità, ma certamente particolare attenzione in questo momento e sensibile premura, come di chi si cura della pecora che esce dal recinto e se la carica sulle spalle...i documenti sin qui emessi forniscono tutti gli elementi utili per chiarire la situazione a quelli che incontrerete, il resto lo dirà e lo farà il vostro atteggiamento, il vostro essere guide responsabili e veri animatori francescani.

Solo un atteggiamento di libertà interiore e spirito ecclesiale favorisce l’accoglienza e la comunione, la vera informazione e la verità forniranno la difesa più solida ad ogni possibile ulteriore disturbo.

Ci sarà comunque un primo giugno, data in cui cioè, bisognerà prendersi cura di chi ha deciso di aderire e trovare atteggiamenti corretti verso chi non ha voluto aderire. Non tutto avviene naturalmente, c’è bisogno di un impegno responsabile...

Sappiamo quanto faticoso e pesante sia un impegno come quello che vi è richiesto, e quanto nuovo sia un servizio vissuto con questa dinamicità rispetto ad una staticità “secolare” ma non per vocazione quanto per tradizionale immobilità. Vi chiediamo però di offrire tutto ciò che potete e se potete, qualcosa in più...potete darlo! Se siete stati chiamati voi a questo servizio, il Signore sa che avete le capacità e le possibilità per farlo...d’altra parte ora tocca a noi, nessuno di noi ha scelto questo servizio...ma ci siamo e soprattutto ci siamo ora, in questo tempo ed in questo spazio...siamo capitati in un periodo di grande trasformazione...potremmo rammaricarci per questo, ma  credo che maggiori siano le gioie che derivano dalla grazia che ci è concessa e più grande la gratitudine al Padre che ci fa degni di chiamarci suoi collaboratori.

Bisognerà andare, incontrare prima che visitare, tutte le Fraternità che solo ora si affacciano alla casa sorretta da Francesco, tendergli la mano ed accompagnarle all’interno...una ad una...tutte! Non possiamo indicarvi le modalità dettagliatamente, ogni regione ha le sue particolarità, potremo parlarne più dettagliatamente nel corso del dibattito che animerà questa assemblea, durante il quale mi auguro interverrete per la condivisione e comune crescita informando delle difficoltà che vivete.

L’attuale situazione va letta sia nelle regioni in cui è già stato celebrato il Capitolo elettivo unitario, che in quelle in cui il Capitolo è ancora da celebrare. Infatti, mentre nelle prime è più forte la necessità di trovare forme di comunione e collegamento, nelle seconde, occorre trovare la via più corretta per giungere serenamente e nella piena comunione alla celebrazione del Capitolo elettivo. Certamente più agevolate sono le regioni in cui la situazione si è stabilizzata precedentemente, sia perché non artatamente ostacolata da altri o favorita dai fratelli del Primo Ordine, sia perché probabilmente, i Consigli regionali o coordinamenti  hanno saputo muoversi  con efficacia.  

In ogni caso, chi ha già percorso il cammino unitario, già costituito in Centro regionale o ancora in coordinamento, può e deve farsi garante della validità dell’esperienza fatta, incoraggiare senza temere...

Ad oggi, nella lettura generale della regionalizzazione, ferme restando quindi le situazioni, tante e variegate, delle Fraternità locali e dei singoli membri chiamati ad aggregarsi al cammino già avviato, mancano all’appello ancora tre regioni: Puglia, Basilicata e Calabria. Mentre la prima è già avviata verso la Celebrazione del Capitolo che verrà anticipato dall’assemblea pre-capitolare del 3 maggio prossimo, ci auguriamo che anche nelle altre due, con un ulteriore sforzo e sacrificio dei rispettivi responsabili, si giunga presto alla definizione della questione. E’ chiaro che dopo il 30 maggio sarà in ogni caso possibile celebrare i Capitoli regionali sulla base dei nuovi numeri che potremo individuare dopo le attese adesioni o rifiuti.
 
Il CIOFS ci sta accompagnando nel percorso che stiamo affrontando, manifestando così la presenza ed il sostegno dell’intero Ordine in questa fase così delicata. Il Consiglio nazionale vive ogni situazione come fatto della propria casa, con responsabilità e coinvolgimento, ed è pronto a fornire il dovuto aiuto per ognuno dei quesiti che naturalmente di qui in avanti si evidenzieranno. Il Primo Ordine ha sin qui già confermato la propria linea di obbedienza alla volontà della Chiesa ed in particolare P. Carballo ofm lo ha ribadito ai suoi frati, invitandoli a favorire il processo unitario dell’Ofs...ovunque. Le nostre sorelle Clarisse sappiamo quanto siano vicine nella preghiera a questo nostro percorso. E’ un’esperienza quindi, che coinvolge tutta la famiglia francescana, e di questa dovete sentire la presenza e la spinta. E’ un’esperienza accompagnata dalle parole delle Autorità ecclesiali, del Santo Padre, dalla Chiesa tutta che chiede a voi, come responsabili di tanti fratelli e sorelle, di collaborare per continuare a “riparare la casa...”.



A DISTANZA DI CIRCA UN ANNO DALLA CELEBRAZIONE DEL TERZO CAPITOLO ELETTIVO NAZIONALE
 
 Dopo questa assemblea, cominceremo a preparare le tappe che ci condurranno verso la celebrazione del 3° Capitolo elettivo unitario dell’OFS d’Italia. Entro il mese di Aprile dovremo richiederla alla Ministra generale dell’Ordine.
Nel frattempo però vivremo ancora momenti fondamentali; oltre a quanto già detto riguardo all’unità che ci auguriamo proprio di vedere definita entro la fine di questo mandato, abbiamo ancora da preparare due incontri formativi e almeno un’assemblea precapitolare. Tra le varie altre circostanze, va però menzionato l’appuntamento con l’evento francescano del 2010 di cui parleremo più dettagliatamente domani, insieme alla tappa di avvicinamento a questo, del maggio 2009 a Napoli.
Tante occasioni che si legano alle linee indicate a questo Consiglio nazionale dall’assemblea capitolare del 2007. Molte cose abbiamo sin qui fatto, altre ne dobbiamo ancora fare, certe altre non sarà possibile realizzarle, ma ciò che vorremmo si compisse davvero in questo triennio, è l’inizio di un cambiamento delle menti e dei cuori verso un atteggiamento generale sempre più consono al nostro essere.
E’ questo il tempo della svolta, non c’è dubbio, ci troviamo di fronte ad un bivio nettissimo: o prendiamo la strada giusta o ci perdiamo. Molte tentazioni potrebbero indirizzarci verso il percorso sbagliato, l’idea di un Ordine troppo vicino ad altre esperienze, quasi totalmente sbilanciato verso una presenza non aderente con la nostra vera missione. Per questo, è il tempo della responsabilità, il tempo in cui da un lato la direzione del percorso tracciato dalla Regola ed attualizzato nella nostra storia e dall’altro l’attenta lettura del nostro oggi  e delle povertà del nostro secolo, ci chiameranno a fornire risposte concrete al mondo ed alla Chiesa.
Voi responsabili regionali, ancora prima di noi, siete chiamati ad un impegno maggiore, lo sappiamo bene e ve ne siamo grati, ma vi esortiamo a non perdere la passione e l’entusiasmo. Il progetto formativo che abbiamo ideato ed attuato, è stato pensato proprio per fornire ai Centri regionali tutti gli strumenti utili per guidare ed animare, aggiungerei: ri-animare, le nostre Fraternità locali, dare il via cioè alla vera rinascita della nostra famiglia che un caro fratello del primo Ordine che tanto ci amava descriveva con piena consapevolezza e realismo: una balena arenata – re delle acque ma solo se dalle sabbie in cui si è arenata saprà liberarsi.

E’ vero che noi stessi vi abbiamo chiesto e vi chiediamo molto, a partire dalla diffusione dei nuovi registri e delle card, ma è anche vero che ogni centro regionale ha certamente bisogno di trovare nuove forme di organizzazione necessarie per curare al meglio le tante Fraternità che le sono affidate. Non basta più la gestione “domestica”, “statica”, occorre un nuovo modo di gestione, al passo coi tempi ma non per questo contrario alla nostra spiritualità. Bisogna far crescere la consapevolezza dell’impegno che ci è stato affidato, passare dall’atteggiamento di “attesa” a quello di “partenza”, perché è completamente diverso vivere il servizio guardando a se stessi , dal  vivere il servizio guardando al servizio per i fratelli.

La Chiesa attende da ogni responsabile un servizio pienamente evangelico, tutto francescano direi meglio, ove non compaia: nessuna ricerca del proprio merito e nessuno sguardo al proprio futuro.

Vorremmo che da questa fase si uscisse rinnovati ed aperti al continuo rinnovamento, meno inclini ai convegni ed alle parole e più votati ai fatti ed alle opere di carità, meno disponibili a parlare di fraternità ma più capaci di essere Fraternità. Se fossimo così aderenti al Vangelo come lo fu Francesco e come la nostra Regola ci invita a fare, non avremmo bisogno di legarci a slogan o di farci portavoci di questa o quella posizione, avremmo invece da dire poche cose al mondo ma cose ricchissime e profondamente attuali, avremmo però molte cose da far vedere...

Mi identifico e identifico l’attualità della nostra famiglia a questa frase tratta dalla Gaudium et Spes:   

“Ciò che contribuisce di più, infine, a rivelare la presenza di Dio, è la carità fraterna dei fedeli che unanimi nello spirito lavorano insieme per la fede del Vangelo e si presentano quale segno di unità.” GS, 21”

Concludo quindi allo stesso modo in cui abbiamo iniziato e vi invito ad un fruttuoso scambio di idee e richieste, riscopriamo ogni giorno il dono della vocazione e l’essenza della missione che ci è stata affidata!

A voi tutti, a nome mio e del Consiglio nazionale, lo stesso invito che san Paolo rivolge ai Romani:
“Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi.” Rm 12, 12-16
Il tempo di Quaresima che stiamo vivendo ci sia favorevole per rivedere il nostro servizio e la nostra risposta alla missione affidataci!
Grazie a tutti e auguri di Pace e Bene!


Per Il Consiglio Nazionale
Giuseppe Failla
Ministro Nazionale Ofs d'Italia

 

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