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Il Vangelo di oggi

«Chiedete e vi sarà dato»

Giovedì 12 ottobre 2017Immagine correlata
S. Serafino da Montegranaro
27.a Tempo Ordinario

 

Dal Vangelo di Luca  (Lc 11,5-13)

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: 
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. 
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

 

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Da dove vieni? Come fai a entrare, voglio dire, all'interno della mia cella, chiusa da ogni parte? E' strana questa cosa, supera parola e pensiero. Ma che tu venga a me, all'improvviso interamente e che tu risplenda, che ti lasci vedere sotto forma luminosa, come la luna in piena luce, ciò mi lascia senza pensiero e senza voce, mio Dio! So bene che sei colui che è venuto per illuminare coloro che sono nelle tenebre (Lc 1,79), e sono stupito, resto privo di sensi e di parole, a vedere una strana meraviglia che supera tutta la creazione, tutta la natura e tutte le parole... 

Com'è possibile che Dio che è fuori dell'universo per essenza e natura, per potenza e gloria, com'è che è anche dovunque e in tutti, e in maniera speciale nei santi? Come stabilisce in essi la sua tenda in modo cosciente e sostanziale, lui che è al di là della sostanza? Com'è contenuto nelle loro viscere, lui che contiene tutta la creazione? Come risplende nel loro cuore, questo cuore di carne densa? Com'è all'interno di quest'uomo, e com'è al di fuori di tutto, e riempie lui stesso ogni cosa? Come, sia la notte che il giorno, risplende senza esser visto? 

Dimmi, lo spirito umano comprenderà tutti questi misteri o potrà esprimerli? Certo no! Né un angelo potrebbe spiegartelo, né un arcangelo; sarebbero incapaci di esporteli a parole. E' lo Spirito di Dio, perché è divino, che solo conosce questi misteri e che li sa perché lui solo condivide la natura, il trono e l'eternità col Figlio e il Padre. E' dunque a coloro per cui lo Spirito splenderà e a chi liberamente sarà unito che egli mostra tutto in modo ineffabile... E' come un cieco: se vede, vede dapprima la luce e dopo anche tutta la creazione che è nella luce, che meraviglia! Lo stesso, chi è stato illuminato dallo Spirito divino nell'anima, entra subito in comunione con la luce e contempla la luce, la luce di Dio, Dio veramente, che gli mostra anche tutto, o piuttosto tutto quanto Dio decide, tutto ciò che egli desidera e ciò che egli vuole. A coloro che illuminerà con la sua luce accorda di vedere quanto si trova nella luce divina.

Simeone il Nuovo Teologo  (©Evangelizo.org)

 

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Concedi, o Padre,
che rinnovati dai santi misteri,
diffondiamo nel mondo il buon profumo di Cristo.

È dono, o Padre,
che noi imploriamo senza stancarci,
prodotto dal "pane spezzato"
e dal "sangue Eucaristico",
spremitura di chicchi di sofferenza e di acini di gioia,
unguento che contagia,
profumo nuovo di comunione fraterna.

Per ottenerlo siamo pronti a deporre le divisioni,
accantonare le contese,
eliminare le rivalità,
pagando con la moneta del perdono dato al nemico.

Per profumare di Cristo
lavoreremo insieme su progetti comuni,
gareggeremo nello stimarci a vicenda,
porteremo gli uni il peso degli altri.

Allora, anche i lontani, attratti da questo soave odore,
si accompagneranno al nostro cammino,
volgeranno lo sguardo a colui che è stato trafitto
e, innamorati,
non lo distoglieranno mai più.

M. Tarantola

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