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Capitolo II Titolo I

Costituzioni Generali dell’Ordine Francescano Secolare

Capitolo secondo

Forma di vita e Attività Apostolica

Titolo I

La Forma di vita

 

Art. 8
1. I francescani secolari si impegnano con la Professione a vivere il Vangelo secondo la spiritualità francescana, nella loro condizione secolare.
2. Cercano di approfondire, alla luce della fede, i valori e le scelte della vita evangelica secondo la Regola dell’OFS:
- (Reg. 7) in un itinerario continuamente rinnovato di conversione e di formazione;
- (Reg. 4) aperti alle istanze che vengono dalla società e dalle realtà ecclesiali, passando dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo;
- nella dimensione personale e comunitaria di questo itinerario.

Art. 9
1. (Reg. 5) La spiritualità del francescano secolare è un progetto di vita incentrato sulla persona di Cristo e sulla sua sequela [Cfr. Regola non bollata 22, 41: FF 62; 2 lettera a tutti i fedeli 51: FF 200], piuttosto che un programma dettagliato da mettere in pratica.
2. (Reg. 4) Il francescano secolare, impegnato a seguire l’esempio e gli insegnamenti di Cristo, ha il dovere dello studio personale e assiduo del Vangelo e della Sacra Scrittura. La Fraternità e i suoi Responsabili promuovano l'’amore alla Parola evangelica e aiutino i fratelli a conoscerla e a comprenderla così come essa, con l’assistenza dello Spirito, è annunziata dalla Chiesa [Cfr. Dei Verbum 10].

Art. 10
(Reg. 10) «Cristo povero e crocifisso», vincitore della morte e risorto, massima manifestazione dell’amore di Dio all’uomo, è il “libro” in cui i fratelli, a imitazione di Francesco, imparano il perché e il come vivere, amare e soffrire. In Lui scoprono il valore delle contraddizioni per causa della giustizia e il senso delle difficoltà e delle croci della vita di ogni giorno. Con lui possono accettare la volontà del Padre anche nelle circostanze più difficili e vivere lo spirito francescano di pace, nel rifiuto di ogni dottrina contraria alla dignità dell’uomo.

Art. 11
Memori che lo Spirito Santo è la sorgente della loro vocazione, l’animatore della vita fraterna e della missione, i francescani secolari cerchino di imitare la fedeltà di Francesco alle sue ispirazioni e ascoltino l’esortazione del Santo di desiderare sopra tutte le cose «lo Spirito del Signore e le sue opere» [Regola bollata 10.8: FF 104].

Art. 12
1. Ispirandosi all’esempio e agli scritti di Francesco, e soprattutto con la grazia dello Spirito, i fratelli vivano ogni giorno con fede il grande dono che ci ha fatto Cristo: la rivelazione del Padre. Rendano testimonianza di questa fede davanti agli uomini:
- nella vita di famiglia;
- nel lavoro;
- nella gioia e nelle sofferenze;
- nell’incontro con gli uomini, tutti fratelli nello stesso Padre;
- nella presenza e partecipazione alla vita sociale;
- nel rapporto fraterno con tutte le creature.
2. (Reg. 10) Con Gesù, obbediente fino alla morte, cerchino di conoscere e di fare la volontà del Padre. Rendano grazie a Dio per il dono della libertà e per la rivelazione della legge dell’amore. Accettino l’aiuto che, per compiere la volontà del Padre, viene loro offerto dalla mediazione della Chiesa, da coloro che in essa sono stati costituiti in autorità e dai confratelli. Assumano con serena fermezza il rischio di scelte coraggiose nella vita sociale.
3. (Reg. 8) I fratelli amino l’incontro filiale con Dio e facciano della preghiera e della contemplazione l’anima del proprio essere e del proprio operare. Cerchino di scoprire la presenza del Padre nel proprio cuore, nella natura e nella storia degli uomini, nella quale si compie il suo piano salvifico. La contemplazione di tale mistero li renderà pronti a collaborare a questo disegno d’amore.

Art. 13
1. (Reg. 7) I francescani secolari, anticamente detti «i fratelli e le sorelle della penitenza», si propongono di vivere in spirito di conversione permanente. Mezzi per coltivare questa caratteristica della vocazione francescana, singolarmente e in Fraternità, sono: l’ascolto e le celebrazioni della Parola di Dio, la revisione di vita, i ritiri spirituali, l’aiuto di un consigliere spirituale e le celebrazioni penitenziali. Si accostino con frequenza al sacramento della Riconciliazione e ne curino la celebrazione comunitaria, sia in Fraternità che con tutto il Popolo di Dio [Ordo Poenitentiae, praenotanda 22 ss].
2. In questo spirito di conversione va vissuto l’amore al rinnovamento della Chiesa, da accompagnare con il rinnovamento personale e comunitario. Frutto della conversione, che è una risposta all’amore di Dio, sono le opere di carità nei confronti dei fratelli [Cfr. 2 lettera a tutti i fedeli 25 ss: FF 190 ss].
3. Le pratiche penitenziali come il digiuno e l’astinenza, tradizionali fra i penitenti francescani, vanno conosciute, apprezzate e vissute secondo le indicazioni generali della Chiesa.

Art. 14
1. Consapevoli che Dio ha voluto fare di tutti noi un popolo e che ha reso la sua Chiesa sacramento universale di salvezza, i fratelli si impegnino ad una riflessione di fede sulla Chiesa, sulla sua missione nel mondo di oggi e sul ruolo dei laici francescani in essa, raccogliendo le sfide e assumendo le responsabilità che questa riflessione farà loro scoprire.
2. (Reg. 8) L’Eucaristia è il centro della vita della Chiesa. In essa Cristo ci unisce a Lui e tra noi come un unico corpo. Quindi, l’Eucaristia sia il centro della vita della Fraternità; i fratelli partecipino all’Eucaristia con la maggiore frequenza possibile, memori del rispetto e dell'amore di Francesco che nell’Eucaristia ha vissuto tutti i misteri della vita di Cristo.
3. Partecipino ai sacramenti della Chiesa, attenti non solo alla santificazione personale ma anche a servire la crescita della Chiesa e l’espansione del Regno. Collaborino alla celebrazione viva e consapevole nelle proprie parrocchie, in particolare alla celebrazione del battesimo, della cresima, del matrimonio e dell’unzione degli infermi.
4. I fratelli e le Fraternità si attengano all’indicazione del Rituale riguardo alle diverse forme di associarsi alla preghiera liturgica della Chiesa, privilegiando la celebrazione della Liturgia delle Ore [Rituale OFS, Appendix 26; 27].
5. In ogni luogo e in ogni tempo è possibile ai veri adoratori del Padre rendergli culto e pregarlo; tuttavia i fratelli cerchino di trovare tempi di silenzio e di raccoglimento da dedicare esclusivamente alla preghiera.

Art. 15
1. (Reg. 11) I francescani secolari si impegnano a vivere lo spirito delle Beatitudini e in special modo lo spirito di povertà. La povertà evangelica manifesta la fiducia nel Padre, attua la libertà interiore e dispone a promuovere una più giusta distribuzione delle ricchezze.
2. I francescani secolari, che mediante il lavoro e i beni materiali debbono provvedere alla propria famiglia e servire la società, hanno un modo peculiare di vivere la povertà evangelica. Per comprenderlo ed attuarlo si richiede un forte impegno personale e lo stimolo della Fraternità mediante la preghiera e il dialogo, la revisione comunitaria della vita, l’ascolto delle indicazioni della Chiesa e delle istanze della società.
3. I francescani secolari si impegnino a ridurre le esigenze personali per poter meglio condividere i beni spirituali e materiali con i fratelli, soprattutto con gli ultimi. Ringrazino Dio per i beni ricevuti, usandoli come buoni amministratori e non come padroni. Prendano fermamente posizione contro il consumismo e contro le ideologie e le prassi che antepongono la ricchezza ai valori umani e religiosi e che permettono lo sfruttamento dell’uomo.
4. Amino e pratichino la purezza del cuore, fonte della vera fraternità.

Art. 16
1. (Reg. 9) Maria, madre di Gesù, è modello nell’ascolto della Parola e nella fedeltà alla vocazione: in Lei, come Francesco, vediamo realizzate tutte le virtù evangeliche [Saluto alla beata vergine Maria: FF 259; 260].
I fratelli coltivino l’amore intenso alla Vergine Santissima, l’imitazione, la preghiera e l’abbandono filiale. Manifestino la propria devozione con espressioni di fede genuina nelle forme accettate dalla Chiesa.
2. Maria è modello di amore fecondo e fedele per tutta la comunità ecclesiale. I francescani secolari e le Fraternità cerchino di vivere l’esperienza di Francesco, che fece della Vergine la guida della sua opera; con lei, come i discepoli nella Pentecoste, accolgano lo Spirito per realizzarsi in comunità d’amore [Cfr. 2Cel 198: FF 786].

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