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Rituale Parte I Note preliminari

Rituale dell’Ordine Francescano Secolare

Parte I

ORDINE DELLA PROFESSIONE

NOTE PRELIMINARI

I. Natura della professione nell’OFS

1. Molti uomini e donne, sposati e non sposati, e molti sacerdoti diocesani, chiamati da Dio a percorrere la via della vita di perfezione evangelica, seguendo l’esempio e la norma di Francesco d’Assisi, e per partecipare al suo carisma e renderlo presente nel mondo, promettono di mettersi al seguito di Gesù Cristo e di vivere l’Evangelo in Fraternità, abbracciando l’Ordine Francescano Secolare. In tal modo l’inestimabile dono del Battesimo in loro si manifesta e in maniera sempre più piena e fruttuosa si attua.
2. La Chiesa ha sempre avuto in grande stima questa forma di vita, che lo Spirito Santo suscita per il bene della Chiesa e dell’umanità [Paolo VI, lettera apostolica Seraphicus Patriarcha, 24.6.1978, in AAS 70 (1978) p. 454] e per mezzo delle Regole approvate dai Sommi Pontefici Niccolò IV, Leone XIII e Paolo VI, ha curato che questo genere di vita sia debitamente adattato, nel corso dei tempi, alle esigenze e alle richieste della Chiesa stessa.
3. I Francescani Secolari, raccolti in Fraternità e in unione di spirito con tutto il popolo di Dio, celebrano il mistero della salvezza a noi rivelato e comunicato in Cristo, con preghiere e rendimento di grazie e rinnovando le loro promesse di vita nuova.

II. Natura normativa del rituale e suo adattamento

4. La Costituzione Sacrosanctum Concilium asserisce: «Conservata l’essenziale unità del Rito Romano, si lasci posto alle legittime varietà e adattamenti ai differenti gruppi, regioni, popoli, soprattutto nelle missioni» [Sacrosanctum Concilium 38]. Secondo tale criterio le Fraternità Secolari Francescane che si trovano in tutto il mondo, consapevoli della particolare esperienza del valore salvifico, vogliono estendere e condurre a termine il mistero del Verbo incarnato, salvatore di tutti gli uomini, in un determinato popolo e in una certa cultura.
5. I riti e le preghiere proposti in queste celebrazioni, siano ispirati alla tradizione della Fraternità Francescana Secolare e ai Rituali, in vigore presso le varie nazioni in sperimento, e devono adattarsi alla mentalità e alle differenti situazioni delle Fraternità sparse in tante parti del mondo.
6. Spetta specialmente ai Consigli Nazionali l’attuazione di questo lavoro di adattamento.
I riti che sono riportati per l’Ammissione e la Professione, devono considerarsi come normativi, per quanto riguarda gli elementi essenziali, che come tali sono indicati in ogni singolo rito.
7. Il Rituale OFS presso qualsiasi nazione e in ogni contesto culturale deve convenientemente manifestare il dono dello Spirito e il proposito di Vita Evangelica proprio dell’Ordine Francescano Secolare.
Ciò implica da una parte l’assimilazione degli elementi culturali validi di ogni regione, ma d’altra parte esige fedeltà alla vocazione francescana secolare e alla sua cattolicità, cioè all’unità di tutte le Fraternità e di queste con la Chiesa.

III. Riti che accompagnano i diversi stadi della vita nell’OFS

8. I gradi con i quali, dopo il congruo tempo di tirocinio e di preparazione, i Candidati sono incorporati all’Ordine Francescano Secolare sono: il tempo di formazione, almeno di un anno, e la Professione della Regola cioè il proposito di Vita Evangelica. Ad essi si aggiunge la Rinnovazione della Professione [RegOFS 23].
A questo cammino graduato è obbligata tutta la Fraternità.
9. La Chiesa, mediante il Sacerdote e il Ministro, che rappresenta la Fraternità, accetta la Promessa e la Professione di quelli che chiedono di osservare la vita e la Regola dell’Ordine Francescano Secolare. Con la sua pubblica preghiera la Chiesa impetra loro gli aiuti e la grazia di Dio; su di loro impartisce la sua benedizione e associa la loro Promessa o Professione al Sacrificio Eucaristico.

Rito di Iniziazione

10. Il Rito dell’Iniziazione, che precede il tempo della formazione, deve essere semplice e modesto. È conveniente che l’Ammissione o Ingresso abbia luogo durante la celebrazione della Parola di Dio e nell’ambiente della Fraternità.
11. Gli elementi che il Candidato deve rendere pubblici in maniera chiara ed evidente sono: a) la domanda in cui esprime la volontà di fare l’esperienza di Vita Evangelica secondo la forma di Francesco d’Assisi; b) la mentalità e la disposizione a vivere la Promessa e questa forma di vita con l’aiuto della Fraternità, in comunione e in sintonia con tutta la Famiglia francescana.
12. A questo Rito partecipano: a) i Candidati; b) il Sacerdote, l’Assistente Spirituale dell’OFS o il superiore della Fraternità religiosa francescana, alla quale la Fraternità secolare è particolarmente collegata. In caso di necessità può essere delegato un altro Sacerdote. A lui compete di presiedere il Rito liturgico; c) il Ministro della Fraternità, il quale riceve i nuovi membri in nome del Consiglio della Fraternità. Durante la celebrazione deve avere un posto conveniente per esplicare il suo ufficio; d) tutta la Fraternità. Se, per giusti motivi, il Rito dell’Iniziazione si celebra senza la presenza del Sacerdote, il Ministro presiede alla celebrazione e accetta i Candidati al tempo di formazione. Potrà precedere o seguire il Rito dell’Iniziazione un atto sociale fraterno di saluto all’indirizzo dei nuovi venuti con espressione di gioia e attestato di Fraternità.
Rito della Promessa di Vita Evangelica o Professione
13. La Professione, dal momento che di sua natura è un fatto pubblico ed ecclesiale, si deve celebrare alla presenza della Fraternità. È conveniente che la Professione avvenga durante la celebrazione Eucaristica o almeno di una appropriata Liturgia della Parola.
14. La natura della Promessa di Vita Evangelica è questa:
a) rinnovazione della consacrazione e delle Promesse Battesimali e della Cresima. Ciò significa: consacrazione a Dio, nel suo popolo, con tutte le conseguenze derivanti da essa a riguardo della vita di unione con Dio e dell’adesione al suo piano salvifico, mediante la consacrazione, che si vive nel mondo;
b) volontà di vivere il Vangelo alla maniera di san Francesco d’Assisi;
c) incorporazione nell’Ordine Francescano Secolare, il quale è la concorde unione di tutti i fratelli e le sorelle, che promettono di vivere il Vangelo alla maniera di san Francesco d’Assisi, rimanendo nella loro vocazione secolare;
d) volontà di vivere nel mondo e per il mondo. Sotto questo aspetto la Professione vuole essere un fermento evangelico e un proposito di collaborazione alla costruzione di un mondo più fraterno. I sacerdoti diocesani con la Professione confermano gli impegni e le promesse della propria specifica vocazione presbiterale;
e) volontà di vivere il Vangelo per tutta la vita. Questa dimensione è l’espressione di generosità, legata a segreti intimi, così pure accettazione della sorte incerta delle decisioni, indissociabili da qualsiasi scelta umana durevole e importante;
f) fiducia del Candidato, che poggia sull’aiuto della Regola OFS e della Fraternità. Infatti il Candidato si sentirà guidato e aiutato dalla Regola approvata dalla Chiesa e proverà la gioia di partecipare al cammino della Vita Evangelica con molti fratelli dai quali può ricevere ma ai quali può anche dare qualcosa. Incorporato nella Fraternità locale, che è una cellula della Chiesa, egli apporterà il suo contributo al rinnovamento di tutta la Chiesa.
15. Gli elementi di cui si è detto sopra, devono fondersi insieme in un’unica formula di Professione, ma possono essere espressi in forma di dialogo. Alcuni di questi concetti fondamentali, come il servizio reso a Dio e alla Chiesa, possono non essere espressi esplicitamente nella formula della Professione, dal momento che costantemente, per tutta la celebrazione, sono ripetuti oppure si suppongono sempre in atto come quello della Promessa di Vita Evangelica.
16. La Promessa di Vita Evangelica è ricevuta dal Ministro in nome della Chiesa e della Fraternità. Al Rito presiede il Sacerdote come testimone della Chiesa e dell’Ordine.
17. In circostanze eccezionali, e ciò lo consigli o lo imponga la mancanza di Sacerdoti, il Candidato emette la sua Professione davanti alla Fraternità; il Ministro della Fraternità presiede alla celebrazione della Parola (o un altro fratello se le circostanze lo esigano). La Professione la riceve il Ministro e i membri professi della Fraternità faranno da testimoni.

Rito della Rinnovazione annuale della Promessa di Vita Evangelica o Professione

18. La Professione o Promessa definitiva può essere preceduta e preparata dalla Promessa temporanea, da rinnovarsi ogni anno, ma non prorogabile oltre i tre anni, essendo preparazione alla Promessa definitiva.
19. Questa scelta è proposta per ragioni pedagogiche, cioè in funzione alla conveniente e graduale formazione e all’ingresso dei soci nella Fraternità secolare; perciò la Rinnovazione va fatta con l’intento richiesto dalla preparazione pedagogica.
20. Il Rito della Rinnovazione annuale si può compiere nella celebrazione della Parola di Dio e con una formula semplicissima.
Le letture e tutto il Rito si dispongano nel modo più conveniente. Se, poi, si compie durante una celebrazione liturgica, il Celebrante tenga una breve Omelia.

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